mission

Mission

Mission di questo sito, come va di moda dire oggi, è puramente la condivisione della mia passione per la fotografia, uno spazio dove raccogliere ed esporre i miei lavori, sperando di poter regalare qualche emozione a chi li guarda, così come i soggetti che ho fotografato le hanno regalate a me.

Non sono un professionista dell’immagine, ma orgogliosamente un semplice fotoamatore, pertanto i miei lavori sono del tutto liberi, artigianali e senza troppe pretese, esclusiva espressione del mio mondo interiore, delle mie fantasie e delle cose che amo, come il paesaggio, la forza ed il fascino delle forze della Natura, il caos pittoresco delle nostre città, l’intricato mondo sociale dalle mille sfaccettature o la l’incantevole bellezza del corpo umano.

Non mi reputo nemmeno un fotografo, meglio un  “cacciatore di sogni e di suggestioni”, la fotografia poi è solo uno strumento tecnico per catturare, attraverso la luce ed il colore, queste prede volubili ed evanescenti.


“Photography”  e non  “photographer”

Proprio per i motivi di cui sopra, non mi piace e non mi è mai piaciuto definirmi “fotografo”, anche in questo mio sito preferisco usare il termine “photography”, ossia fotografia, perchè non sono un fotografo, ma faccio delle fotografie !

E’ l’attività che più di ogni altra mi coinvolge, mi entusiasma e mi motiva, poi i risultati saranno quel che saranno, possono piacere o non piacere, i gusti sono gusti e non si discutono, e personalmente non ho mai perseguito la perfezione tecnica e gli esercizi stilistici, ma ho sempre fatto delle fotografie,  faccio delle fotografie, tante fotografie, e spero di poterne fare a migliaia ancora: quindi “photography” ! E’ il modo più congegnale per esprimermi, probabilmente l’unico.


Sono “anomalo”

Sono pure anomalo rispetto alla maggior parte dei fotografi, che partono con un progetto in testa e si adoperano per realizzarlo, io nella maggior parte dei casi faccio l’esatto contrario, sono come un cuoco che deve inventarsi un piatto utilizzano quello che trova nel frigo !  Solitamente parto per visitare un dato luogo, o con un soggetto da fotografare, o entrambi, ed in base a quello che mi ispira e mi suggerisce la situazione, la luce del momento, le occasioni che il luogo offre, creo la mia ricetta: una luce inaspettata , un particolare scovato sul luogo, una mossa inaspettata del soggetto, la mia stessa predisposizione d’animo: son tutti ingredienti imprevedibli che, interagendo fra di loro, contribuiscono alla nascita del piatto, e solo successivamente, a tavolino, darò un nome alla mia creazione, e scriverò una storia, e sarà lei a parlarmi e suggerirmi altri possibili percorsi: così la storia non è del tutto inventata, ma diventa una sorta di scoperta, di esplorazione, anche interiore.

Quando parto con un’idea precisa in testa, e cerco di realizzarla, quasi mai i risultati mi soddisfano, probabilmente perchè sono frutto della sola razionalità, quindi senz’anima, senza cuore, o comunque un cuore non libero ma soggetto a restrizioni e forzature, la cosa migliore per me è sempre partire solo con una labile traccia, come uno schizzo a matita appena abbozzato, e poi definire strada facendo il percorso e la destinazione finale, sempre che ne esista una !  Infatti, mentre anni or sono, con la pellicola, lo scatto era il punto di arrivo di tutto il processo creativo, almeno per chi non poteva permettersi costose ed ingombranti attrezzature da camera oscura, ora sempre più spesso, con il digitale, lo scatto è diventato un punto di partenza, da dove poi con altri strumenti ci si può sbizzarrire ad interpretare la realtà e ad adattarla maggiormente alla nostra personale visione: molti lo chiamano riduttivamente “fotoritocco”, spesso pronunciato con scherno, io la chiamo invece creatività!

Si, perchè io sono nato con la pellicola, con le diapositive per la precisione, che apprezzavo maggiormente rispetto al negativo per la vivacità e la saturazione dei colori, ed anche se è stato un lungo periodo di entusiasmo, sperimentazioni ed artigianato, per nessun motivo oggi come oggi tornerei indietro, per molti versi sono un nostalgico, ma non in questo frangente: sono un entusiasta sostenitore della tecnologia e delle sempre nuove possibilità creative che ci offre: il digitale, con la sua eterea essenza, è una sorta di affrancamento dalle limitazione della materia !

Mission

Mission of this site is purely to share my passion for photography, a place to collect and exhibit my work, hoping to be able to give some emotion to those who watch them, as well as my subjects  have given emotion and awesomeness  to me.

I'm not a professionist of the image, but  a simple amateur photographer with proudly, so my work is free from constraints, unpretentious, exclusive expression of my inner world, my fantasies and the things that I love, like the landscapes,the strength and the charm of  nature, the colorful chaos of our cities, the intricate social world or the enchanting and mysterious beauty of the human body.

I don't consider myself a photographer, rather a "hunter of dreams and charm", so the photography is for me just a technical tool to capture, through light and color, these fickle and evanescent preys.


“Photography”  and not  “Photographer”

Precisely for the reasons above, I never liked to call myself "photographer" after my name I prefer to add the term "photography" and not "photographer", because I'm not a photographer, but I make a lot of photographs, and with a big passion !

The photography is the activity that most of all involves, excites and motivates me, then the results will be what will be, may or may not like, no accounting for taste and not discussed. Personally I have never pursued technical perfection and stylistic exercises, end in themselves.  I only take pictures, may be too many pictures, and I hope i could do it even for other thousands and thousands again ! This is the most congenial way to express myself, perhaps the only.


I'm  “unusual”

I am also anomalous compared to most other photographers, many of them actually start with a project in mind, and strive to achieve it ! In the most of cases instead i do the exact opposite, I work like a cook who has to invent a recipe, using only what can find in the fridge !

Usually I start to visit a place, or photographing a subject, or both, and according to what inspires me and tells me the situation of the moment, the light and the mood always different, the occassions that the place offers, my own predisposition of mind: with all this I create my recipe, unpredictable are all ingredients that interact with each other, contributing to the birth of the dish.

Only later, at a desk, I give a name to my creation, I write a story,  and she will talk to me and suggest other possible routes, so the story is not all invented, but it is a kind of discovery, even inward.

When I start with a clear idea in my head, and try to achieve it, almost never the results satisfy me, probably because they are a fruit of the only rationality, so soulless, heartless, or at least an heart not completly free but subject to restrictions by the rational mind.  

The best way for me is always starting with only a faint trace, like a pencil sketch sketchy, and then setting the path along the way,  to reach an always far and uncertain destination, and provided that it exists! In fact, while years ago, with the film, the shot was the culmination of the whole creative process, at least for those people who could not afford expensive and cumbersome darkroom equipment, now more and more often, with the digital technologies, the shot is became a starting point, from where with other tools you can have fun to interpret reality and better adapt it to our personal vision: many call this reductively "retouching", often pronounced with scorn, I call it creativity instead!

I was born with film, with the slides to be precise, which I appreciated more than the negative for vibrancy and color saturation, and although it has been a long period of enthusiasm, experiments and crafts, for no reason nowadays i will turn back, many respects I am a nostalgic, but not at this juncture: I am an enthusiastic supporter of technology and of the new creative possibilities it offers us: the digital, with its ethereal essence, is a kind of liberation from the limitations of matter!



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